Vaccino antinfluenzale 2026-2027: chi dovrebbe farlo e quando?

Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione antinfluenzale soprattutto alle persone che hanno un rischio maggiore di complicanze. Tra i principali destinatari ci sono gli over 60, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con alcune patologie croniche.

Con l’autunno torna anche il periodo in cui si parla di influenza. Per qualcuno la vaccinazione è ormai un appuntamento abituale; altri, invece, si chiedono ogni anno se abbia davvero senso farla.

La risposta non è uguale per tutti. Età, condizioni di salute, lavoro e presenza di malattie croniche possono cambiare il rischio legato all’influenza e, di conseguenza, l’importanza della vaccinazione.

Un vaccino aggiornato per ogni stagione influenzale

Il vaccino antinfluenzale non rimane identico anno dopo anno. I virus dell’influenza cambiano e vengono monitorati continuamente per capire quali varianti stanno circolando maggiormente.

Sulla base di queste informazioni, la composizione dei vaccini viene aggiornata secondo le raccomandazioni internazionali. AIFA ha comunicato che per la stagione 2026-2027 sono nove i vaccini autorizzati in Italia, con formulazioni destinate a fasce di età differenti.

È questo il motivo per cui la vaccinazione contro l’influenza viene ripetuta ogni anno: non si tratta semplicemente di richiamare la stessa protezione ottenuta anni prima, ma di utilizzare un vaccino aggiornato per la nuova stagione.

Le persone per cui la vaccinazione è particolarmente raccomandata

L’influenza nella maggior parte delle persone sane si risolve senza conseguenze importanti. In alcuni gruppi, però, aumenta il rischio di complicanze, peggioramento di malattie già presenti o ricovero.

Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute individua alcuni gruppi prioritari.

Persone dai 60 anni in su

L’età è uno dei principali fattori che aumentano il rischio di complicanze. Per questo la campagna italiana comprende tra i principali destinatari tutte le persone che hanno compiuto 60 anni.

La scelta del vaccino non deve essere fatta in base alla marca conosciuta o utilizzata l’anno precedente: alcune formulazioni sono indicate per determinate fasce di età e sarà il professionista sanitario a valutare quale utilizzare.

Bambini dai 6 mesi ai 6 anni

La raccomandazione riguarda anche i bambini sani compresi tra 6 mesi e 6 anni. Sotto i 6 mesi il vaccino antinfluenzale non viene somministrato.

Nei più piccoli può cambiare anche il numero di dosi necessario in base all’età e alle vaccinazioni effettuate in precedenza. È quindi utile seguire le indicazioni del pediatra anziché applicare lo schema utilizzato per un adulto.

Donne in gravidanza

La gravidanza rientra tra le condizioni per le quali la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata. Durante questo periodo alcune infezioni respiratorie possono avere conseguenze più importanti rispetto a quelle osservate normalmente in una giovane adulta sana.

Se ci sono dubbi legati alla settimana di gravidanza, ad altre vaccinazioni o a condizioni mediche particolari, possono essere chiariti con il medico che segue la gravidanza.

Persone con malattie croniche

Non bisogna essere anziani per rientrare in un gruppo a rischio. Anche una persona giovane può avere una maggiore probabilità di complicanze se convive con determinate patologie.

Tra gli esempi più comuni rientrano alcune:

  • malattie respiratorie croniche;
  • patologie cardiovascolari;
  • forme di diabete e altre malattie metaboliche;
  • malattie renali o epatiche croniche;
  • condizioni che compromettono il sistema immunitario.

L’elenco completo è più ampio e non è utile cercare di stabilire da soli se una diagnosi rientri o meno nelle categorie previste. Chi segue una terapia cronica può semplicemente verificarlo con il proprio medico.

Operatori sanitari

La raccomandazione riguarda anche chi lavora nell’assistenza sanitaria. In questo caso conta non soltanto il rischio individuale di ammalarsi, ma anche il contatto quotidiano con pazienti che possono essere particolarmente vulnerabili alle complicanze dell’influenza.

La vaccinazione in un adulto giovane e sano

Le categorie appena elencate hanno una raccomandazione specifica perché il beneficio atteso è particolarmente rilevante. Questo non significa che una persona giovane e sana non possa vaccinarsi.

Il Ministero della Salute indica il vaccino antinfluenzale per le persone a partire dai 6 mesi di vita che desiderano evitare la malattia e non presentano specifiche controindicazioni. Per chi non appartiene a una categoria prioritaria, la decisione può quindi essere valutata individualmente.

È una distinzione importante: poter ricevere il vaccino e appartenere a un gruppo per cui è particolarmente raccomandato non sono esattamente la stessa cosa.

Il periodo della campagna 2026-2027

Per questa stagione il Ministero della Salute ha indicato l’inizio delle campagne regionali dall’inizio di ottobre, compatibilmente con la disponibilità dei vaccini.

Ottobre è quindi il periodo in cui normalmente parte la campagna, non una scadenza oltre la quale il vaccino perde automaticamente utilità.

Le raccomandazioni prevedono infatti che alle persone eleggibili la vaccinazione possa essere offerta anche successivamente durante la stagione influenzale, comprese quelle che arrivano in ritardo o riferiscono di avere già avuto un episodio simile all’influenza.

Aver avuto febbre e tosse non significa aver già avuto l’influenza

Durante l’autunno e l’inverno circolano contemporaneamente molti virus respiratori. Un episodio con febbre, mal di gola e tosse può essere provocato dall’influenza, ma anche da un’altra infezione. Per questo una precedente “brutta influenza” non dovrebbe essere utilizzata da sola per decidere se rinunciare alla vaccinazione stagionale.

Raffreddore e vaccinazione

Un lieve raffreddore non equivale automaticamente a dover rimandare il vaccino.

Tra le precauzioni indicate dal Ministero della Salute rientra invece una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre: in una situazione del genere la vaccinazione viene generalmente rinviata fino al miglioramento.

La differenza, quindi, non è semplicemente tra “ho qualche sintomo” e “sto benissimo”. Se il giorno previsto per la vaccinazione è presente un’infezione importante o ci si sente decisamente malati, basta segnalarlo al professionista sanitario prima della somministrazione.

Cosa può e cosa non può fare il vaccino

Il vaccino antinfluenzale protegge dall’influenza, non da ogni malattia respiratoria che circola durante l’inverno.

Questo spiega perché una persona vaccinata può comunque avere naso chiuso, mal di gola o tosse nei mesi successivi. Raffreddori e altre infezioni respiratorie sono provocati da virus differenti e non indicano che il vaccino antinfluenzale abbia “fallito”.

Neppure contro l’influenza esiste una protezione assoluta. La vaccinazione viene utilizzata per ridurre il rischio della malattia e delle sue complicanze, con particolare importanza nelle persone più vulnerabili.

Per distinguere meglio i quadri più comuni puoi leggere anche Mal di gola, raffreddore o influenza? Come riconoscere le differenze.

Controindicazioni e situazioni da segnalare

La maggior parte delle persone può ricevere il vaccino senza particolari problemi. Esistono comunque condizioni che devono essere comunicate prima della somministrazione.

Prima della vaccinazione segnala:

  • una precedente reazione allergica grave dopo un vaccino antinfluenzale;
  • una grave allergia nota a un componente del vaccino;
  • una malattia acuta di media o grave entità in corso;
  • precedenti problemi importanti comparsi dopo una vaccinazione;
  • eventuali condizioni cliniche sulle quali hai ricevuto indicazioni specifiche dal medico.

Avere una comune allergia o un lieve malessere non significa automaticamente non poter essere vaccinati. Quando c’è un precedente clinico particolare, è più utile descriverlo con precisione al professionista sanitario che escludere il vaccino sulla base di un dubbio.

Dove informarsi per la vaccinazione

La campagna viene organizzata a livello regionale, quindi modalità di prenotazione e punti di somministrazione possono cambiare nelle diverse parti d’Italia.

Il medico di medicina generale, il pediatra e i servizi vaccinali possono fornire informazioni sulla campagna locale e sulla modalità prevista per la propria categoria. Anche l’offerta gratuita dipende dalle indicazioni nazionali e dall’organizzazione regionale.

Non è invece necessario scegliere autonomamente uno dei nove vaccini autorizzati per la stagione 2026-2027. Età, indicazioni del prodotto e caratteristiche della persona vengono considerate al momento della vaccinazione.

In sintesi

La campagna antinfluenzale 2026-2027 si rivolge in particolare a over 60, bambini dai 6 mesi ai 6 anni, donne in gravidanza, operatori sanitari e persone con alcune patologie croniche. Il vaccino viene aggiornato ogni anno e la scelta della formulazione dipende anche dall’età e dalla situazione individuale.

Importante: questa pagina fornisce informazioni generali e non sostituisce una valutazione sanitaria individuale. In presenza di precedenti reazioni gravi a vaccini, malattie acute importanti o condizioni cliniche particolari, è opportuno parlarne con il medico o con il professionista sanitario che effettua la vaccinazione.

Fonti